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Perché gli ospiti non scelgono l’hotel più economico: psicologia della prenotazione e revenue management

Se pensi che un ospite scelga sempre la struttura più economica, permettimi una provocazione: stai guardando la prenotazione dal lato sbagliato.

Ogni giorno milioni di persone confrontano strutture simili, nella stessa destinazione, con date identiche. E spesso — sorprendentemente — non vince chi costa meno. Vince chi riesce a far sentire l’ospite più tranquillo, più sicuro, più convinto di stare facendo la scelta giusta.

Perché la verità è questa: il cliente non compra una camera.
Compra serenità. Compra la sensazione di non sbagliare.

La prenotazione non è (quasi mai) razionale

Siamo abituati a raccontarci che le persone decidono in modo logico: confrontano prezzi, servizi, distanze, recensioni… e poi scelgono.

Nella realtà accade quasi sempre il contrario: prima scelgono con la pancia, poi giustificano con la testa. Il prezzo diventa l’argomento finale, non quello iniziale.

Quando un potenziale ospite guarda il tuo sito o una OTA, nella sua mente si affollano domande silenziose:

  • “Starò bene?”
  • “Sarà come nelle foto?”
  • “E se poi me ne pento?”
  • “Vale davvero quei soldi?”

Ecco il punto: il vero competitor non è la struttura accanto.
È l’ansia di sbagliare.

Il revenue non è solo matematica: è psicologia della scelta

Se la decisione è emotiva, allora entra in gioco un altro livello: la psicologia.

Ogni scelta è influenzata da scorciatoie mentali, bias cognitivi che tutti usiamo continuamente — senza accorgercene. La differenza tra una struttura che “vende” e una che viene solo confrontata spesso sta qui: nella capacità di progettare il percorso decisionale.

Vediamo i meccanismi principali.

I 5 bias che decidono (davvero) la prenotazione

1) Ancoraggio: il primo prezzo crea il “metro di giudizio”

La prima tariffa che l’ospite vede diventa un riferimento.
Da quel momento in poi, tutto il resto sembra caro o conveniente non in assoluto, ma in relazione a quel numero.

Non stiamo valutando un prezzo. Stiamo valutando una distanza.

E questo ha implicazioni enormi: quale camera metti in evidenza per prima? Quale tariffa appare sopra la piega del sito? Quale opzione spingi in cima alla lista?

2) Scarsità: la paura di perdere l’opportunità

“Ultima camera disponibile.”
“Molto richiesta per le tue date.”

Queste frasi funzionano perché attivano una paura antica: restare esclusi. Non vogliamo arrivare tardi. Non vogliamo perderci qualcosa.

La scarsità non è solo una leva di vendita: è un acceleratore della decisione.

3) Riprova sociale: la tribù sceglie al posto nostro

Recensioni, punteggi, commenti, foto degli ospiti.
Se tanti hanno scelto prima di noi e sono rimasti soddisfatti, allora possiamo fidarci.

È la tribù che decide al posto nostro.

E se ci pensi, questo vale ancora di più nelle destinazioni dove “sono tutti simili”: in quei casi non vince il migliore sulla carta, ma quello che riesce a rassicurare di più.

4) Semplicità: troppe opzioni fanno scappare

Troppe categorie confondono. Troppe alternative paralizzano.
Quando la scelta diventa faticosa, il cervello cerca una via d’uscita.

E spesso quell’uscita è… un altro hotel.

Semplificare non significa offrire meno. Significa guidare meglio.

5) Framing: il modo in cui racconti il prezzo vale più del prezzo

“Camera standard a 180€” non è la stessa cosa di:
“Weekend vista mare, colazione inclusa, cancellazione gratuita.”

Il numero è identico. La percezione è completamente diversa.

Il framing è la differenza tra “prezzo” e “valore percepito”. E oggi il valore percepito è la vera valuta della vendita diretta.

Revenue management = progettazione della scelta

A questo punto fermiamoci un attimo.

Se tutto ciò è vero — e lo è — allora il revenue management non è soltanto un esercizio matematico. Non è solo alzare e abbassare tariffe come una manopola.

Il revenue moderno è progettazione della scelta.
È architettura dell’esperienza mentale dell’ospite.

Vuol dire porsi domande molto pratiche:

Che cosa vede il potenziale cliente per primo sul mio sito?
Quale camera metto in cima alla lista (e perché)?
Che nome ho dato alle categorie?
Sto vendendo metri quadri o benefici?
Sto mostrando prezzi o soluzioni?
Perché, nella pratica, succede questo:

Un “pacchetto relax” batte quasi sempre una lista di supplementi.
Una “Junior Suite Panorama” suona diversa da “Camera Superior”.
Una foto che racconta una colazione lenta al sole rassicura più di dieci righe tecniche.
Le strutture che performano meglio non sono quelle che inseguono ogni giorno il prezzo del competitor. Sono quelle che costruiscono valore prima ancora di mostrare il numero.

Quando la percezione è alta, il prezzo smette di essere il protagonista. Diventa una conseguenza.

La vera sfida dei prossimi anni: capire come decide una persona

E forse la riflessione più importante è questa:

Il futuro del revenue non sarà dominato solo da algoritmi sempre più sofisticati. Sarà dominato da chi saprà capire, con precisione quasi chirurgica, come ragiona una persona nel momento esatto in cui decide di cliccare “prenota ora”.

Il revenue moderno non è solo scienza dei dati.
È scienza delle decisioni.

Ed è lì che si giocherà la vera partita.

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