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Pickup report hotel: cos’è, come leggerlo e come usarlo

Nel lavoro quotidiano di un hotel ci sono strumenti che sembrano semplici, ma che in realtà fanno una grande differenza quando si tratta di prendere decisioni su prezzi, occupazione e distribuzione. Il pickup report è uno di questi.

Molto spesso il pick up viene osservato in modo superficiale, come se fosse solo un conteggio di camere entrate da un giorno all’altro. In realtà un pickup report hotel può diventare uno strumento prezioso per capire come si sta muovendo la domanda, con quale velocità stai vendendo, per quali date di soggiorno e con quali canali. Se letto bene, ti aiuta a capire quando ha senso aumentare una tariffa, quando invece è meglio aspettare, quando una promozione sta funzionando e quando il tuo mix distributivo non sta portando la marginalità che ti aspetti.

Sul blog ho già approfondito l’analisi del Pick Up per hotel e strutture ricettive, ma in questo articolo voglio fare un passo ulteriore e concentrarmi sul pickup report come strumento operativo: non solo cos’è, ma come leggerlo concretamente e come usarlo per prendere decisioni migliori all’interno della strategia di revenue management.

Cos’è il pickup report in hotel

Il pickup report è un report che misura l’incremento delle prenotazioni in un determinato periodo di tempo per una o più date di soggiorno.

Detto in modo semplice: se ieri per il 15 agosto avevi 20 camere prenotate e oggi ne hai 25, il pickup per quella data è di +5 camere. Se oltre alle camere guardi anche i ricavi, puoi leggere il pickup anche in termini di fatturato acquisito, ADR e contributo dei singoli canali.

La logica è semplice, ma il valore del report sta tutto nell’interpretazione. Il pickup report non serve solo a dirti “quante camere sono entrate”, ma ti aiuta a capire:

  • se la domanda sta accelerando o rallentando;
  • se stai vendendo bene per le date giuste;
  • se il prezzo che stai mostrando viene assorbito dal mercato;
  • se stai prendendo prenotazioni con il giusto anticipo;
  • se la crescita arriva da canali profittevoli o da canali troppo costosi.

Per questo il pickup report è uno degli strumenti più utili per chi lavora in ottica di revenue management per hotel ed extralberghiero: non si limita a fotografare il presente, ma aiuta a leggere il comportamento della domanda e a intervenire prima che sia troppo tardi.

Pickup report e analisi del Pick Up: qual è la differenza?

Qui vale la pena chiarire un punto importante. Il pick up è il fenomeno, cioè l’incremento delle prenotazioni nel tempo. Il pickup report è lo strumento con cui quel fenomeno viene misurato e osservato.

Per capirci meglio:

il pick up è il dato o il movimento delle prenotazioni;
il pickup report è il report che ti permette di leggere quel movimento;
l’analisi del pick up è il lavoro di interpretazione che fai a partire da quei dati.

Se vuoi approfondire la logica di base del pick up, ti consiglio di leggere anche l’articolo dedicato all’analisi del Pick Up. Qui invece l’obiettivo è capire come trasformare il pickup report in uno strumento di lavoro utile per revenue manager, direttori e titolari di strutture ricettive.

Perché il pickup report è così importante nel revenue management

Nel revenue management il vero problema non è raccogliere dati, ma saper distinguere i dati utili da quelli che non generano decisioni. Il pickup report rientra nella prima categoria perché ti permette di leggere in anticipo la qualità e la velocità della domanda.

Un buon pickup report ti aiuta a rispondere a domande molto concrete:

Sto vendendo abbastanza per questa data oppure sono in ritardo?
Il prezzo attuale sta frenando la conversione o sta funzionando bene?
Il mercato sta prenotando con il lead time che mi aspettavo?
Il pickup arriva dal sito diretto, dalle OTA o da un solo canale?
Posso alzare la tariffa o è troppo presto?
Sto riempiendo camere o sto costruendo ricavo?

In questo senso il pickup report è molto vicino a quello che ho raccontato nell’articolo sull’aggiornamento vendite per hotel e strutture ricettive: entrambi servono a leggere i numeri con metodo, a supporto di una strategia di vendita e di pricing più consapevole.

Quali dati dovrebbe contenere un pickup report hotel

Ogni hotel ha i propri strumenti, il proprio PMS e il proprio modo di organizzare i report. Però, se vuoi che un pickup report sia davvero utile, ci sono alcune informazioni che non dovrebbero mancare.

1) Data di soggiorno

Il pickup va letto prima di tutto per data di soggiorno, non solo per giorno di prenotazione. Quello che ti interessa è capire come si sta riempiendo il calendario futuro.

2) Camere prenotate o prenotazioni entrate

È il dato più immediato: quante camere o prenotazioni sono entrate in un determinato arco temporale.

3) Ricavo camere

Guardare solo il volume non basta. Un pickup di 10 camere può essere ottimo oppure no, a seconda del ricavo generato e del prezzo medio a cui hai venduto.

4) ADR o tariffa media delle prenotazioni entrate

Questo dato ti aiuta a capire a quale qualità di prezzo stai costruendo l’occupazione. Un pickup forte con ADR in crescita è molto diverso da un pickup forte costruito abbassando la tariffa.

5) Occupazione totale raggiunta dopo il pickup

Se non sai a che livello di occupazione sei arrivato, il pickup rischia di essere fuorviante. Passare dal 20% al 28% non ha lo stesso significato che passare dal 76% all’84%.

6) Canale di provenienza

Il pickup andrebbe letto anche per canale: sito diretto, OTA, GDS, telefono, email, TO. Questo ti aiuta a capire non solo quanto vendi, ma come stai vendendo.

Su questo tema si collega bene anche l’articolo sulla distribuzione online per hotel e strutture ricettive, perché il pickup report ha molto più valore quando viene letto insieme al mix distributivo.

7) Lead time

Sapere con quanto anticipo arrivano le prenotazioni è fondamentale. Un pickup che arriva 45 giorni prima dell’arrivo racconta una storia diversa da un pickup che si concentra a 3 giorni dal check-in.

8) Confronto con storico, budget o anno precedente

Il pickup da solo dice poco. Per capire se il dato è buono, scarso o semplicemente normale, serve un confronto con:

  • lo stesso periodo dell’anno precedente;
  • lo stesso lead time;
  • il budget;
  • l’andamento storico di date simili.

Esempio pratico di pickup report hotel

Facciamo un esempio semplice.

Immagina un hotel leisure con 40 camere. Oggi è il 10 maggio e stai osservando il pickup degli ultimi 7 giorni per il weekend del 7-9 giugno.

Situazione al 3 maggio

  • camere prenotate per sabato 8 giugno: 18
  • ADR prenotato: 165 €
  • occupazione: 45%

Situazione al 10 maggio

  • camere prenotate per sabato 8 giugno: 27
  • ADR prenotato: 172 €
  • occupazione: 67,5%

Il pickup della settimana è quindi:

  • +9 camere
  • ADR in aumento
  • occupazione in crescita di oltre 20 punti

Se in più noti che:

  • il pickup è arrivato sia dal sito diretto sia da Booking.com;
  • mancano ancora 4 settimane alla data;
  • in città è previsto un evento o una fiera;
  • i competitor stanno alzando le tariffe;

allora il pickup report non ti sta solo dicendo che “hai venduto 9 camere”. Ti sta dicendo che la domanda sta rispondendo bene, il prezzo non sembra bloccare la conversione e potresti avere margine per lavorare sulla tariffa.

Se invece lo stesso pickup fosse avvenuto:

  • a 3 giorni dall’arrivo;
  • con ADR in discesa;
  • solo tramite OTA;
  • su un’occupazione ancora bassa;

la lettura sarebbe molto diversa.

Come leggere un pickup report: le domande giuste da farsi

La lettura del pickup report non dovrebbe partire dalla formula, ma dalle domande. Ogni volta che apri il report, prova a ragionare in questo modo.

1. Per quali date sto facendo pickup?

La prima domanda è sempre questa. Non basta sapere che negli ultimi tre giorni sono entrate 15 camere: devi capire per quali date di soggiorno sono entrate.

Se il pickup si concentra su date già forti, potresti avere spazio per difendere meglio la tariffa o irrigidire alcune condizioni. Se invece il pickup riguarda solo il breve periodo e non costruisce nulla sui mesi successivi, il problema non è il volume, ma il ritmo con cui si sta formando il booking curve.

2. Con quale velocità stanno entrando le prenotazioni?

Una cosa è prendere 12 camere in un giorno, un’altra è prenderle in dieci giorni. La velocità conta perché ti aiuta a leggere la pressione della domanda.

Se il pickup accelera in modo deciso, potresti essere di fronte a:

  • una data che si sta scaldando;
  • un prezzo ancora assorbibile;
  • una campagna che sta funzionando;
  • un evento che sta generando domanda;
  • un canale che ha aumentato la visibilità della tua struttura.

Se invece il pickup rallenta, non significa automaticamente che il prezzo sia sbagliato: può dipendere dal momento della finestra di prenotazione, dalla stagionalità o dalla composizione della domanda.

3. Il pickup è coerente con l’occupazione che ho già in casa?

Questo è uno dei passaggi più importanti. Un pickup di 5 camere può essere ottimo oppure deludente a seconda del livello di occupazione già raggiunto.

Se per una certa data sei già all’80% e continui a fare pickup con largo anticipo, il report potrebbe suggerirti che c’è spazio per lavorare sul prezzo. Se invece sei ancora al 25% a pochi giorni dall’arrivo, la lettura cambia completamente.

Per questo il pickup non va mai separato dall’occupazione totale, dal tempo che manca all’arrivo e dalla strategia tariffaria che stai applicando.

4. Il pickup arriva dai canali giusti?

Tutte le prenotazioni fanno volume, ma non tutte generano lo stesso valore. Un pickup forte costruito quasi interamente su OTA ad alta commissione va letto in modo diverso rispetto a un pickup forte che arriva dal canale diretto.

Leggere il pickup anche per canale ti aiuta a capire se stai costruendo occupazione in modo sostenibile oppure se stai semplicemente inseguendo il volume.

5. Il pickup è coerente con il prezzo che sto mostrando?

Il pickup report non ti dirà mai da solo se la tariffa è “giusta”, ma ti aiuta a capire se il mercato la sta assorbendo.

Per esempio:

  • pickup forte + occupazione in crescita + buon anticipo = possibile spazio per aumentare;
  • pickup debole + occupazione bassa + data vicina = serve una riflessione su prezzo, visibilità o prodotto;
  • pickup presente ma ADR in calo = stai riempiendo, ma forse con una qualità di ricavo più bassa.

6. Sto guardando un episodio o una tendenza?

Un singolo giorno di pickup non basta per cambiare strategia. Il valore del report emerge quando ti aiuta a riconoscere un trend, non quando ti porta a reagire in modo impulsivo a un dato isolato.

Per questo è importante osservare il pickup con continuità, inserirlo in un metodo di lavoro e confrontarlo con storico, stagionalità e andamento del mercato. In questo senso si collega bene anche l’articolo su come leggere e interpretare le statistiche.

Come usare il pickup report per prendere decisioni operative

Un pickup report ha senso solo se porta a una decisione. Altrimenti resta un file che guardi la mattina e dimentichi poco dopo.

1) Decidere se aumentare, mantenere o difendere la tariffa

Se il pickup è forte, l’occupazione sale e la domanda si muove con buon anticipo, il report può supportarti nel valutare un aumento tariffario o una maggiore difesa del prezzo.

2) Capire se una promozione sta funzionando

Hai attivato un’offerta? Hai spinto una tariffa non rimborsabile? Hai lavorato sul booking engine? Il pickup report può aiutarti a capire se, dopo quell’azione, il ritmo delle prenotazioni è cambiato davvero.

3) Leggere la qualità del mix distributivo

Un pickup forte può nascondere una dipendenza eccessiva da un canale. Per questo è utile osservare il report anche in chiave di marginalità e distribuzione.

4) Gestire minimum stay e restrizioni

Per le date forti, il pickup report può aiutarti a capire se il mercato sta già rispondendo bene e se quindi puoi valutare restrizioni più efficaci, ad esempio sui soggiorni minimi o sulla disponibilità di alcune tariffe.

Qui il collegamento naturale è con il tema dello stay pattern, perché non basta riempire: bisogna riempire bene, con il giusto mix di permanenze e date.

5) Migliorare forecast e aggiornamento vendite

Il pickup report è anche un ottimo alleato del forecast, perché ti aiuta a capire come si comporta il tuo hotel nelle diverse finestre di prenotazione.

Per questo andrebbe inserito dentro un processo più ampio di controllo, insieme a strumenti come l’aggiornamento vendite, il business plan e il metodo USALI.

Gli errori più comuni nella lettura del pickup report

1) Guardare solo il numero di camere e non il ricavo.

Il volume da solo non basta. Un pickup di 10 camere può sembrare ottimo, ma se quelle camere sono entrate a una tariffa troppo bassa il risultato va letto con più attenzione.

2) Non collegare il pickup all’occupazione totale

Se non sai a che livello di occupazione sei arrivato dopo il pickup, il dato perde gran parte del suo valore.

3) Non segmentare per canale

Il pickup aggregato è utile, ma il pickup per canale è molto più intelligente.

4) Reagire troppo presto a un singolo dato

Un giorno positivo o negativo non fa una strategia. Il pickup va letto come tendenza, non come impulso.

5) Non confrontarlo con storico, budget o ritmo atteso

Il pickup acquista valore solo se messo in relazione con un benchmark interno.

6) Usarlo come report “da guardare” e non come strumento decisionale

Questo è forse l’errore più grande. Il pickup report non serve a fare scena in una riunione, ma a prendere decisioni migliori su prezzo, distribuzione e disponibilità.

Ogni quanto controllare il pickup report

La frequenza dipende dal tipo di struttura, dalla stagionalità e dalla complessità della distribuzione, ma in generale si può dire che:

  • in hotel con forte dinamica tariffaria il pickup va monitorato quotidianamente;
  • in molte strutture leisure o indipendenti è utile un controllo più volte a settimana;
  • in ottica direzionale può essere letto settimanalmente dentro l’aggiornamento vendite.

L’importante non è solo la frequenza, ma il fatto che la lettura del report sia costante, coerente e collegata a un metodo di lavoro.

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